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"Scattò il capo e acuì lo sguardo come a vedere più lontano e più profondo, la brama della città e la repugnanza delle colline l’afferrarono insieme e insieme lo squassarono, ma era come radicato per i piedi alle colline"

I’ll go on to the end. I’ll never give up.

 

ROCCHETTA BELBO OGGI


Rocchetta Belbo è un paesino collinare incorniciato in una splendida cornice naturale. Una natura che non è solo bella, ma anche gustosa: vigneti di moscato, noccioleti e moderni frutteti segnalo la sua viva tradizione agricola.

La piccola Chiesa parrocchiale di San Nicolao  è come te la aspetti per un luogo del genere: testimone di una bellezza ruvida e semplice. Questa non è la sola testimone della storia italiana, infatti troverete anche un Monumento ai Caduti per la Patria, dedicato alle morti partigiane.

Potrete visitare i luoghi in cui il sangue di caduti è stato versato seguendo il Sentiero del Partigiano Johnny. Il percorso, lungo circa 14 chilometri, parte dalla cascina del Pavaglione da Alba e ripercorre i luoghi descritti dal famoso romanzo di Beppe Fenoglio e ambientazione della fuga, appunto, del partigiano johnny. Lungo il sentiero potrete anche visitare i luoghi sede di un altro romanzo di Beppe Fenoglio: La malora. Un'occasione imperdibile per gli amanti della storia e della letteratura partigiana.

Una volta completata la camminata potrete meritatamente godervi le numerose ricchezze gastronomiche offerte dalla ristorazione locale.


ROCCHETTA BELBO GALLERY



ROCCHETTA BELBO IERI


Centro langarolo, che anticamente sorgeva su una rocca sulla destra del Belbo, da cui ha preso il nome, in seguito alle piene fu poi ricostruito in basso sulla destra del torrente.
Le notizie sulle origini del paese si deducono esclusivamente dai contratti dei feudi e delle servitù di passaggio tra i vari dominii.

Tra le curiosità storiche Rocchetta vanta nel 1244, inizio di novembre, il passaggio del Papa Innocenzo IV, che fuggiva in Francia per non cadere nelle mani di Federico II. Per il resto a transitare per il paese furono soprattutto eserciti invasori: gli Angiò, i Visconti, imperatori tedeschi, francesi o spagnoli, Marchesi del Monferrato e così via per finire con i Savoia. Questa soluzione politica riduce le tasse da pagare e concede ampia libertà circa il mercato del sale, del vino, del tabacco e dei bozzoli da seta.

Dopo la rivoluzione francese, nella campagna d'Italia, napoleone ha invaso questa terra, esigendo denaro e abbandonando poi a Cossano e Santo Stefano centinaia di soldati ammalati da curare.

Con la caduta di Napoleone e il Congresso di Vienna (1814) ha termine la dominazione straniera in Piemonte e ritorna il re Vittorio Emanuele I, acclamato come "vera grazia di Dio".

Il paese è stato danneggiato dalle alluvioni negli anni 1858, 1861, 1926, 1948, 1968 e 1994.
Vigneti di moscato, noccioleti, moderni frutteti sono oggi il segno di una vitalità imprenditoriale che continua ad avere il proprio fulcro nell'agricoltura.


 

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