"Verso la mattina tutte le stelle sparse per il cielo si coagulano insieme, lasciando l'argento per l'oro allo scopo di formare l'unico sole"

 

POCAPAGLIA OGGI


Ha un nome che ti colora subito la mente dei colori del fieno.

C’è una salita che fa paura e in cima le scuole danno vita a un minuscolo centro abitato. Con un campetto da calcio e il verde intorno al verde. Enormi case si appoggiano su enormi vigneti. Se ti sporgi per le strade a strapiombo sulle vigne puoi vedere i vignaioli chini sulla terra.

Non si lavora soltanto. A fine agosto ci si riposa, mangia e beve. Quale occasione migliore di Pocapaglia sotto le stelle? Una passeggiata enogastronomica per i borghi del paese, assaggiando questo e quello. Gli zuccherini concludono il viaggio nel cibo con un dolce tocco, solitamente offerto dall’Avis. E infine tutti con il naso all’insù, per le stelle certo, ma anche per i fuochi della festa.

Dal 2003 è compresa nella zona di salvaguardia dei boschi delle rocche del Roero a causa dei canyon che l’erosione ha scavato qua e là.


POCAPAGLIA GALLERY



POCAPAGLIA IERI


I primi documenti scritti sono legati al priorato di S. Giorgio e ai possessi in loco delle abbazie di Nonantola e di Breme, mentre la comparsa di una nuova classe feudale – i “domini di Paucapalea” – si colloca lungo il secolo XII. 

Questi, nell’ambito di un cittadinatico quasi plebiscitario da parte delle terre attorno ad Alba, nel 1197 si legano al Comune albese. Mutate le alleanze i “de Paucapalea” si avvicinano ad Asti; gli anni dal 1271 al 1222 vedono i consignori in lotta con Bra, Sommaria Perno, Montaldo Roero e Testona.

Dopo il 1250 nel feudo di Pocapaglia subentrano i “de Coconato” per una parte, che mantengono fino al 1330 circa, mentre un’altra parte è venduta dai consignori di Sommaria Perno nel 1270.

I Falletti compaiono nel feudo nel 1304, completandone l’acquisizione poco dopo il 1332. E’ il secolo della loro potenza: come alleati degli Acaia nella guerra contro il Marchesato di Saluzzo, nella primavera del 1342 custodiscono in Pocapaglia il marchese Tommaso II.
Nel 1346 sconfiggono i De Brayda e i provenzali attorno al campanile di Pollenzo. Nel 1372 i Falletti fanno omaggio ai Savoia per alcuni feudi; allo stesso tempo molestano Bra, quindi, tra la fine del secolo e l’inizio del secolo, sono in contesa con Antonio Porro, conte di S.Vittoria e Pollenzo. La loro mutevole politica li porta nel 1407 a fianco dei marchesi di Monferrato, con ritorsioni da parte di Acaia e Savoia.

E’ l’inizio del declino dei Falletti: il Feudo viene spartito più volte, quindi iniziano le alienazioni a personaggi estranei. Gli stessi antagonismi in famiglia portano Giovanni Antonio Falletti a donare la sesta parte del feudo al marchese di Saluzzo. Lo stesso anno il paese è assalito dalle truppe di Francesco Bollero, capitano al servizio di Francia, su istanza del marchese.

L’abitato subisce un altro saccheggio il 23 giugno 1706 per quattro giorni ad opera delle truppe francesi del La Feuillade accampate a Bra, con maltrattamenti agli abitanti e devastazione del castello. I Falletti si estinsero nel 1784; nel feudo subentrarono i Caissotti di Chiusano dai quali, aboliti i feudi, la proprietà passava ai conti Charros Borré de la Chavanne.


 

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