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"Non c'è niente che sappia di morte più del sole in estate, della gran luce, della natura esuberante. Tu fiuti l'aria e senti il bosco e ti accorgi che piante e bestie se ne infischiano di te"

 

NIELLA BELBO OGGI


Il suo nome deriva dalla Nigella Sativa, una di quelle erbe antiche che fin dai tempi degli egizi si diceva curassero tutti i mali. Oggi la useremmo per cucinare, al massimo per avere la pelle più liscia e in salute.

A Niella Belbo l’arte incontra la natura si fa avvolgere da essa.

Lungo la passeggiata panoramica che dura circa due chilometri si può lasciar correre lo sguardo su campi di grano e su papaveri e alla fine andare a sbattere sulla porta della Chiesa di San Bernardo. 

Così vita nella natura e cura dell'anima si incontrano come spesso accade e nella fede si sublimano.

Ma c'è posto anche per la leggenda. Nella parrocchiale si trova il dipinto di San Giorgio che sconfigge un drago, per dimostrare la sua fede in Dio che lo fulminò giovanissmo.


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VIVERE NIELLA BELBO


L’origine del nome di questo paese è assai singolare, perché lo si fa risalire alla "nighella", un'erba che su quelle lande si trova spesso nel grano.

Il nome del paese è già citato in un atto del 1033 e dell'epoca medioevale rimangono una torre a pianta quadrata, resti delle antiche mura ed una pietra ad arco.

Quest'ultima fu ribattezzata "arco dei Francesi" a ricordo del passaggio di una divisione di 12 mila uomini nel corso della prima campagna d'Italia intrapresa da Napoleone nel 1796


 

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