"Calma, un passo lento e l’attenzione dell’occhio a posarsi e a distendersi sulle sue case"

 

NEIVE OGGI


Fa parte di un club esclusivo: quello de i Borghi più belli d’Italia.

Lo deve alle sue vie di ciottoli che portano fino alla Torre dell’orologio, all’aspetto ancora medioevale che conserva. Alle case color terracotta che insieme ai tetti rossi prendono il colore delle vigne che si apprestano a dare il frutto più prezioso per queste terre.

Se ti concedi, come suggerisce il giornalista Portinari, di camminarci lentamente, a Neive puoi osservare la geografia di tutte le Langhe.

Un borgo abbarbicato su se stesso e intorno a un castello o una torre. Si protegge dalle incursioni nemiche, da chi vuole appropriarsene. Mentre tutto intorno case sparse di miseria e contadini.

Oggi invece è il paese di Barbaresco, Barbera, Dolcetto e Moscato non sono i 4 moschettieri, ma sono i 4 vini d’eccellenza prodotti sui terreni di Neive. Quelli che hanno portato ricchezza al di là della torre, tutto intorno al paese.


NEIVE GALLERY



NEIVE IERI


Neive è stato abitato fin dal Neolitico, circa 5000 anni fa. Il suo territorio, occupato da fitti boschi e ricco di acque, fu invaso dai Liguri che vi si stanziarono, tenendo testa alle genti galliche, fino all'arrivo dei Romani, intorno al II secolo a.C.

Neive era attraversata dalla Via Aemilia, fatta costruire nel 109 a.C. dal console Scauro, per collegare Acqui con Alba; il paese deve il proprio nome ad una nobile famiglia romana, la"gens Naevia" o "Naevii", della quale fu possedimento. Le vicende storiche di Roma antica non ebbero qui che una lontana eco, essendo questa terra di confine; tuttavia nei primi secoli dopo Cristo non erano infrequenti le scorribande dei barbari.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'occidente, nel V secolo, il territorio fu invaso dai Sarmati che vi restarono fino all'arrivo dei Longobardi nel VI secolo. Sotto l'impero di Carlo Magno, il paese fu ceduto come feudo.

Alla caduta del Sacro romano impero, arrivarono gli Ungari e poi i Saraceni. A quest'epoca risale la costruzione del primo castello fortificato, oggi scomparso.
Neive e l'albese furono liberati da Ottone I di Sassonia intorno alla fine del X secolo; a questo periodo risale l'istituzione della "cella Nevigiensis", un Monastero benedettino che dipendeva dall'abbazia di Santa Croce in Mortara (AL), del quale resta oggi solo la Torre campanaria di stile romanico.

Sappiamo che, tra i secoli XI e XIII, il feudo neivese fu diviso tra alcuni Signori locali, in particolare i De Revello; si diede statuto di Comune intorno all'anno 1190 e seguì nelle loro vicende ora il Comune di Alba ora quello di Asti tra i quali era diviso, nonché le continue lotte tra le due città eterne rivali.

Nel 1274, a causa di una lite tra Asti ed Alba, il castello di Neive fu preso d'assalto e distrutto per dispetto.

Nel XIV secolo Alba ed Asti furono dilaniate dalle lotte tra guelfi e ghibellini: nel 1387 Neive seguì Asti sotto la Signoria di Giangaleazzo Visconti, divenendo dote della figlia di lui Valentina che andò sposa al Duca d'Orléans. Rimase così fino al 1512; in seguito fu dominio di Francesco I, di Carlo V di Spagna e, nel 1530, passò a Carlo III di Savoia.

Dal 1560, dopo circa 17 anni di usurpazione francese, tornò nelle mani dei Savoia, con Emanuele Filiberto e suo figlio Carlo Emanuele I. Nel 1618, sotto il suo regno, Neive divenne feudo assegnato al conte Vittorio Amedeo Dal Pozzo, già Marchese di Voghera Vittorio Amedeo dal Pozzo che assunse il titolo di primo conte di Neive.

L'ultima contessa di Neive, Maria Vittoria, andò in sposa al figlio secondogenito del primo Re d'Italia Vittorio Emanuele II, diventando per un breve periodo anche regina di Spagna.
Con Casa Savoia, Neive, seguì le sorti del regno fino alla costituzione della Repubblica Italiana.


 

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