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"Sono le barche che ci mancano e niente ci raccontano
Galleggiando inesorabilmente ci farà sentire soli
La distanza che percorrono gli uccelli migratori"

 

MOMBARCARO OGGI


È il monte da cui si vedono in lontananza danzare le barche.

La chiamano la vetta delle Langhe. Perché da qui vedi mari e monti. La Liguria da una parte corre veloce verso il mare e i monti appennini e dall’altra il Monviso che saluta la Francia.

Un tripudio di colori e sensazioni differenti che convergono su chi punta lo sguardo da quassù.

Sono “solo” 896 metri di altitudine, ma regalano il belvedere più ricco della zona.

A fine luglio va in scena la Sagra della patata che qui è un prodotto d’eccezione. Si festeggia, sfilano i trattori e la sera si eleggono Miss e Mister Patata, un titolo ormai ambito da queste parti!


MOMBARCARO GALLERY



MOMBARCARO IERI


L’etimologia del Comune di Mombarcaro deriva dal latino: Mons = Monte e barcari (barbarizzato da barche), cioè il monte dal quale si vedevano i velieri o le grosse barche (dalla cima del paese, che si trova a 896 metri di altitudine, si vede il Mar Ligure). Altre etimologie sono nate dalla fantasia di vari scrittori.

Il primo nucleo abitativo dell’attuale paese, proviene dal soldato Marco Valerio (I sec. d.C.), il quale, dopo vent’anni della sua ferma regolamentare svolta nel corso della prima età imperiale, era tornato a casa. Ne fa testo la sua stele, ora deposta nel Museo etnografico di Mombarcaro.

Mombarcaro, pur essendo citato come sito, nel 998 d.C. dall’imperatore Ottone III “et plebem de Langa Montebarcario”, sulla Costituzione del Comune si deve fare riferimento agli STATUTI DI MOMBARCARO, del 3 aprile 1301, presenti Oberto Spinola, Guglielmo di San Giorgio conte di Biandrate, ecc. (testimoni Enrico Rinaldi, Leone Spinola e Manfredo Macario).


 

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