"La tradizione non significa che i vivi sono morti, ma che i morti sono vivi"

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MAGLIANO ALFIERI OGGI


Magliano Alfieri è il suo castello.

Non è un castello medioevale e non è una villa settecentesca. È una transizione. Una casa estiva della famiglia Alfieri.

Oggi è proprietà del comune che ne fa pozzo di storia e cultura passata. Ospita il Museo delle Arti e Tradizioni popolari, dove si racconta la Magliano di un tempo. Di quando i contadini usavano il gesso per dare un tocco di candida eleganza ai loro soffitti, spendendo poco. A far da sottofondo a questo tuffo nel passato, i canti popolari di un tempo, perché l’arte è anche un fatto di musica.

Ma Magliano è anche natura.

Un tempo, diciamo nel ‘700, era diffusa la coltivazione della Canapa. Tanto che ancora oggi potete passeggiare lungo l’oasi Canapali che ricostruisce l’habitat naturale del tempo con uccelli e animali tipici del Tanaro di una volta.

Se hai la testa tra le nuvole, dal belvedere di Magliano puoi anche sederti, le hanno messe apposta le sedute, per voi pensatori. Da qui guardi tutto riposare sotto ai tuoi occhi e quando scendi i gradini fino al giardino sottostante, sei più leggero.


MAGLIANO ALFIERI GALLERY



MAGLIANO ALFIERI IERI


Reperti archeologici documentano la presenza dell'uomo durante il Neolitico: pietre levigate, punte e lame in selce. Uno scavo del 2009 ha confermato la stratificazione storica di un insediamento che lasciò tracce nella Piana di S.Antonio fin dal IV millennio avanti Cristo.

Nei secoli precedenti Cristo nell'area di pianura vivevano i "Liguri Stazielli", ma alcuni resti archeologici (pezzi di marmi pregiati, tessere di mosaico, cocci di ceramica) fanno pensare che la Magliano romana già esistesse sul finire del primo secolo a.C.

Il nome "Magliano" deriverebbe dal nome personale Manlius, gentilizio dell'importante famiglia romana di Quinto Manlio Severo, proprietario di quelle terre.

Nella primavera del 402 d.C. iniziarono in queste zone le distruttive scorribande barbariche. Il 6 Aprile di quell'anno, l'esercito romano guidato dal generale Stilicone li sconfisse presso l'importante città di Pollentia (l'odierna Pollenzo, frazione di Bra).

La popolazione maglianese si concentrò in borghi inerpicati, come le colline di San Pietro e di San Secondo: dopo circa cinquecento anni finì così la vita del villaggio romano di Magliano Basso.

Magliano è citato per la prima volta in un atto di vendita del 959. Dapprima fu un ducato longobardo, poi contea franca, e ancora principato vescovile di Asti, fino a che emersero le prime famiglie potenti: i De Maliano, sudditi della Chiesa di Asti e successivamente gli Alfieri, importante famiglia nobiliare astigiana.

Intorno all'anno 1000 in San Secondo sorgeva la chiesa parrocchiale, per il resto non esisteva un vero centro, c'erano casupole sparse e boschi dove i contadini raccoglievano castagne per fare il pane, abbattevano alberi per scaldarsi e cacciavano la selvaggina. Il borgo prese forma quando il territorio diventò feudo degli Alfieri che edificarono, nei primi anni del 1300, un palazzo prospiciente la valle, abbattuto e sostituito dall'attuale castello.

Nel 1240 Guglielmo e Alferio Alfieri, avendo accumulato capitali con la creazione di banchi di pegno in tutta Europa, comprarono tre ottavi "di tutto il luogo e villa di Magliano, diventando così feudatari del sito. Da Guglielmo e Alferio Alfieri derivarono poi i rami degli Alfieri di Cortemilia, di quelli di San Martino e di quelli di Magliano e Castagnole Lanze.

Altri ritrovamenti archeologici dimostrano che nella parte pianeggiante del comune si era sviluppato l'insediamento forse più importante lungo la direttrice della strada che collegava le città romane di Asti e Pollenzo snodandosi ai piedi della collina, più o meno sull'asse delle attuali via Cavour e via Valmorterra.

Vi erano già stati ritrovamenti nell'area, all'inizio del '900, dallo studioso e archeologo di origine maglianese Federico Eusebio: tombe, tegoloni, anfore e frammenti di vasi e monete imperiali, che vanno da Augusto ai Costantiniani.


 

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