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"Et de Murra optima usque ad nostram Romae metropolim perduximus vina"
(E da La Morra abbiamo trasportato degli ottimi vini fino alla nostra capitale di Roma)

 

LA MORRA OGGI


A La Morra ci arrivi dopo una strada che sale su. Ti ritrovi in un paese che sa di essere bello, a ricordarglielo sono i tantissimi turisti che approdano qui ogni giorno.

A salutarli c'è la Torre Campanaria: sobria ed elegante proprio come le strade che la ospitano.

Se però avete voglia di andarli a scovare troverete anche i colori, qui a La Morra. Già, per una strada sterrata in mezzo ai vigneti non vi aspettereste di vedere una casetta tutta colorata. Sembra un film di Wes Anderson e invece è la Cappella del Barolo. Giocherellona e impertinente, a volerla fu la famiglia Ceretto. L'idea era quella di creare un riparo per tutti i lavoratori delle vigne, in caso di temporali e forti piogge. Negli anni '90 gli interventi dell'inglese David Tremlett all'interno e dell'americano Sol Lewitt sulle facciate esterne, la resero più un'attrazione turistica che un luogo di incontro con Dio.

Da La Morra sette sentieri si irraggiano dalle porte del paese, da Piazza Martiri.

E poi c'è il Museo Renato Ratti nell'Abbazia dell'Annunziata.

Hai voglia di camminare e respirare l'aria di Langhe e Roero? Sì, certo, ma non si vive solo di aria. E allora la risposta è Mangialonga, camminata enogastronomica, alla sua trentunesima edizione. Quattro chilometri di paesaggi conditi da degustazione dei migliori prodotti langaroli.


LA MORRA GALLERY



LA MORRA IERI


Agli albori del secondo millennio la città di Alba Pompeia iniziò a dissodare le colline circostanti: fu allora che nacque il villaggio di Murra sulla cima del colle (Murra significa recinto per le pecore). 

Nel 1269, ormai comune a sé stante con castello, La Morra venne infeudata a Sordello da Goito, cavaliere di Carlo d'Angiò e menestrello citato da Dante nel Purgatorio. Nel 1340 passò sotto il dominio della famiglia Falletti; nel 1402 si diede propri Statuti nei quali sono citati per la prima volta in zona il vitigno Nebbiolo (Nebiolium), dal quale trae origine il vino Barolo. Nel 1435 si consegnò al duca di Milano. Dopo alterne vicende sotto Francia e Spagna, nel 1631 passò ai Savoia.

Nei secoli che seguirono prese forma e si consolidò la struttura a raggiera del suo centro storico, con il fulcro nella torre civica e nella chiesa parrocchiale intitolata a San Martino. Lungo le vie a girapoggio vennero innalzati palazzi signorili e chiese. 

Le antiche mura medioevali, i Bastioni, che racchiudevano il vecchio nucleo videro, a partire dall’Ottocento, nascere ai loro piedi nuovi quartieri che costruiscono l’attuale “borgo” con la cappella di Santa Brigida quale punto di riferimento. 
La Morra è diventata una delle capitali riconosciute del Barolo.


 

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