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"Dio non aveva fatto che l'acqua, ma l'uomo ha fatto il vino"

 

GOVONE OGGI


Sta a metà tra Alba e Asti, ma è decisamente un comune del Roero.

Il suo castello fu residenza sabauda, ma ospitò anche un giovane Jean Jacques Rosseau appena diciottenne.
Per innaffiare le vostre cene qui trovate di tutto: Barbera, Bonarda, Dolcetto e Nebbiolo per chi ama i rossi; Arneis per chi predilige il bianco.

In primavera poi c'è Tulipani a corte. Una manifestazione che prende quasi alla lettera il suggerimento di mettere i fiori nei cannoni. Così la sfilata in costume di truppe militari d'epoca sette-ottocentesca va in scena sullo sfondo della fioritura dei tulipani selvatici che fa del giardino del Castello uno spettacolo imperdibile, quanto fugace. 10 giorni di fiamme di colore prima della sfioritura. 

E come non vedere almeno una volta i famosi mercatini di Natale di Govone? 


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GOVONE IERI


Già in epoca romana Govone era attraversato da importanti vie di comunicazione.

Mantenne grande importanza anche in epoche successive, sotto il dominio del Vescovo di Asti già dal X secolo come feudo dei Solaro.

L'evoluzione sociale dell'intero Comune di Govone è da sempre legata al castello, che domina l'abitato e l'ampia valle del fiume Tanaro, costruito prima dell'anno Mille sul colle più alto, poi ricostruito nelle forme attuali a partire dal Seicento per i Conti Solaro, all'epoca proprietari, ispirandosi in parte ai disegni degli architetti Guarino Guarini per facciata sul lato sud e Benedetto Alfieri per quella a nord.

I Solaro  tennero il feudo fino al 1792 quando  il castello e terreni passarono alla Corona sabauda.

Tre anni dopo Vittorio Amedeo III di Savoia Re di Sardegna ne fece donazione ai figli Carlo Felice Duca del Genevese e Giuseppe Maria Benedetto Placido conte di Moriana.

Durante la dominazione francese i Savoia si rifugiarono in Sardegna e il castello, abbandonato e spogliato di ogni arredo, fu sottratto alla rovina dai Conti Alfieri di San Martino che lo acquistarono con lo scopo di restituirlo ai Savoia e più tardi lo cedettero per una cifra simbolica a Carlo Felice.

L'attuale palazzo barocco di Govone, delimitato da un giardino e un vasto parco all'inglese è quello voluto dai Solaro, restaurato negli anni venti dell'Ottocento per volere dei Savoia e diventò la residenza estiva preferita dal Re di Sardegna di Carlo Felice e della moglie Maria Cristina di Borbone.

L'intervento di restauro sotto la direzione degli architetti Giuseppe Cardone e Michele Borda e si concluse nel 1825, si concentrò sulla sistemazione del parco e degli interni, già caratterizzati da importanti carte da parati cinesi.

Nel 1831 con la morte di Carlo Felice, avvenuta senza discendenti, i diritti di successione passarono a Carlo Alberto del ramo collaterale di Savoia - Carignano mentre i beni di Govone, alla morte della vedova Maria Cristina nel 1849, a Ferdinando duca di Genova, che fece costruire la torretta belvedere sul tetto.

Nel 1870 il castello e i terreni furono venduti a privati e nel 1897 l'Amministrazione Comunale di Govone acquistò il castello mettendo all'asta parte dell'arredo in esso contenuto.

Il Castello Reale di Govone compare oggi tra le residenze sabaude piemontesi che l'UNESCO.


 

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