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"La natura non è un posto da visitare. E casa nostra"

 

FEISOGLIO OGGI


Se passate di qui e sudare non vi fa paura , portate con voi una bicicletta: di pedalate in mezzo ai boschi ne avete finché non sarete sazi della bella vista e saturi di fatica.

Per riprendervi prendete parte ai festeggiamenti di San Lorenzo: i trattori si fanno belli e sfilano per le vie del paese, man mano che il vino aumenta in corpo, giovani e anziani ricordano la trebbiatura come si faceva un temo, orgogliosi di un processo antico e ancora vivo, almeno nei ricordi.

Nei ricordi, ormai solo tramandati e ritramandati vive anche il l'antico Castello, andato distrutto nel 1620. Si dice però che le pietre vennero usate per rattoppare le case e costruire l'attuale Chiesa Parrocchiale. La storia qui, genera storia.

Neanche a chiedere, qui si mangia bene: ravioli del plin, di quelli che richiedono tempo e pazienza e carne di coniglio. E a fine pasto, magari con il caffè vanno forte i brut e bon, brutti, ma buoni, perché l'apparenza non è tutto. E qui si bada alla sostanza.


FEISOGLIO GALLERY



FEISOGLIO IERI


Le origini del nome Feisoglio sono vaghe: c'è chi lo fa derivare dal latino Fagus e Soleum e chi dalla località destinata al pascolo delle pecore dette in piemontese “Feie”.

Prima dell’anno 1000 si hanno tracce dell’età neolitica e romana.

Dal 1000 al 1200 Feisoglio passa sotto il dominio degli Obertenghi prima e dei Monaci Benedettini poi. Dal 1200 al 1267 Enrico del Carretto sottomette, insieme ad altri paesi delle Langhe, anche Feisoglio e, reclutata una buona parte degli uomini validi, intraprende la guerra contro Ceva e Monferrato.

Dal 1267 al 1559 la vita per i feisogliesi sembra scorrere abbastanza tranquilla, almeno fino al 1437 in cui abbiamo la “Convenzione di Feisoglio” per cui tra i sindaci di Feisoglio, Lazaro ed Antonio Porro e il Marchese Giovanni Bartolomeo si conviene: “la cessione di una parte di territorio di Serravalle, lungo il torrente Belbo, in cambio di 40 sacchi di grano secondo la misura di Ceva di pagare a Natale 177 lire di Savona e soldi 10 sotto pena di ¼ in più e 1 gallina ogni singolo capo di casa” rimanendo così liberi da ogni censo.

Dopo il 1559 il dominio delle Langhe passa sotto gli Spagnoli; per tre volte il Duca di Savoia invade le nostre terre e per tre volte viene ricacciato.

Feisoglio negli anni che seguono è ridotto alla fame per la lotta tra Madamisti e Principisti fino a che verso il 1700 i feudi delle Langhe passano sotto il dominio dei Savoia.

Dopo il 1789 la rivoluzione Francese cerca di espandersi anche in Italia ed è proprio nel 1796 che Napoleone Bonaparte alla testa dei suoi 35.000 uomini entra nelle Langhe. Quando Napoleone è mandato in esilio, Vittorio Emanuele, nel 1814, rientra in possesso delle Langhe ed ha inizio un periodo di florida economia e di dazi meno gravosi.

E’ storia molto più recente quella dei tributi di sangue pagati dai cittadini di Feisoglio per la prima guerra mondiale, per le utopiche campagne di espansione fasciste e per la seconda guerra mondiale.


 

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