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"Maestosa si presenta all’occhio la mole di questo edificio che alto si innalza sopra le umili case fra le qualI convien passare per avvicinarvisi..."

 

CIGLIE' OGGI


Cigliè sta tutta in un centimetro di mappa. Le poste, il castello, un ristorante e un bed&breakfast.

Lo spettacolo della storia di questo borgo è tutta privata. Sta nelle case antiche, ancora abitate e rimaste vive nei giorni. Il castello non si può visitare ma costeggiare.
Un balcone sulle Alpi. Un occhio verde al di sopra del Tanaro.

I santi patroni Santi Pietro e Paolo sono qui due statue che insieme pesano 360 chili.

La fede a Cigliè non manca, tanto che i due santi vengono portati in processione in occasione della festa patronale di fine giugno.

A ispirare l’amore per il Signore saranno stati gli affreschi della Passione e dell’Annunciazione che rendono la cappella di S.Dalmazzo un inno alla fede.

Hanno voglia di stare insieme i pochi abitanti di Cigliè, meno di 200. Si sono inventati Bicigliè, una biciclettata che dal 1997 sostiene l’associazione “Amici dei ciechi”.

Itinerari d’autunno invece è la manifestazione per rendere omaggio alla Cisrà, la tradizionale minestra di ceci che dà il benvenuto ai mesi più freddi e saluta l’estate.


CIGLIE' GALLERY




CIGLIE' IERI


Sul ciglione di alte rocce tra il Tanaro: questa sembra l'origine del nome Cigliè. 

Cigliè in origine era compreso nel contado Bredulese, sotto i franchi. Passato poi a Bonifacio del Vasto e di Savona, divenne una roccaforte del marchesato di Ceva.

A fine 1200 Terre e Castello vengono venduti a Guglielmo dei Borghesi prima al Comune di Mondovì poi, per finire a metà 1400 a Giacomo della Torre, che decise di acquistare questo Comune piemontese. 

La storia di questo piccolo comune è scossa da passaggi continui: nel 1532 passa ai Pensa di Mondovì, che cedono il castello medievale ad un'importante famiglia che ne rimane proprietaria per più di tre secoli, che lo trasformano in abitazione privata.

Nel 1631 Vittorio Amedeo I, con il trattato di Cherasco, annette nei domini di Casa Savoia anche Cigliè.

La storia recente parla di una frana avvenuta nel 1962-63, chiamata dell’Albarea, che ha provocato la distruzione di una ventina di abitazioni del capoluogo. Passata la paura, il paese è tornato alla sua tranquilla esistenza di centro rurale, che si anima in estate con l’arrivo di villeggianti.


 

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