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"Un viaggio tra il verde dei boschi, il blu dei torrenti e il bronzo della pietra di langa"

 

CASTELLETTO UZZONE OGGI


Dal 1995 tutti gli anni a metà luglio si danno appuntamento a Casteletto gli appassionati di 500. Si
schierano la mattina presto e poi lo sciame parte colorando le strade del paese con i loro motori
scoppiettanti.
Un tempo i campi erano tutti cereali. Ora anche qui è arrivato il bio, la lavanda, le ben più pregiate
nocciole. Terrazzamenti combattono la ripidità delle colline e ne escono vincenti.
Se non vi fa paura una camminata in salita, in punta alla collina troverete il bric dei faggi, potete

perdervici o solo ammirarli senza addentarvi nell’infittirsi dei rami. Poco importa, il canto dei fringuelli e
dei picchi vi raggiungerà ugualmente.
Se preferite i manufatti alla natura date un’occhiata alla Turre de Uzone. Il castello di Scaletta Uzzone
non ha più nulla di esclusivo, è piuttosto una struttura in decadenza, una casa coloniale in rovina, ma non
per questo non ha storie da raccontare a chi sa osservarla con attenzione.


CASTELLETTO UZZONE GALLERY



CASTELLETTO UZZONE IERI


Castelleto Uzzone ha origine romana: i primi nuclei abitativi hannp però datazione incerta, di conseguenza non si ha un tempo preciso in cui questo comune è sorto.

Castelletto Uzzone fece parte del marchesato di Cortemilia dal 1322, passò a Manfredo IV di Saluzzo dopo la conquista di Asti da parte di Gian Galeazzo Visconti. Successivamente, appartenne agli Scarampi e passò a Carlo II di Savoia nel 1532.

La località di Scaletta Uzzone è certamente di origine romana: era anticamente chiamata Salegium (e poi Altesino) e conserva ancora oggi un cippo romano (murato su una casa, loc. Ruà). Anticamente questa frazione godette dei privilegi delle zone franche. 

In seguito il borgo divenne un covo di contrabbandieri, tanto che il nome Scaletta deriverebbe dalla scala che conduceva ad un rifugio di briganti, secondo altre fonti però il nome sarebbe nato da una scala che conduceva alla chiesa. 
Alcuni documenti segnalano che a Scaletta Uzzone fece tappa Innocenzo IV nel suo disagiato viaggio del 1244, diretto a Lione. 

Fino al 1805, la parrocchiale più antica, dedicata a S. Michele, e quella di S. Antonio, a Scaletta, erano sotto la giurisdizione del vescovo di Acqui, mentre la parrocchiale dedicata alla Natività di Maria Vergine apparteneva alla diocesi albese. 
E’ storia molto più recente quella dei tributi di sangue pagati dai cittadini di Castelletto Uzzone per la prima guerra mondiale e per la seconda guerra mondiale.

Oggi la comunità è divenuta centro di importanti produzioni artigianali e agroalimentari.


 

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