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"Qui vivono per sempre gli occhi che furono chiusi alla luce perché tutti li avessero aperti per sempre alla luce"

 

BOSSOLASCO OGGI


Bossolasco è il paese delle rose.

Se ne sta lì, fiorito a festa tra le valli dei fiumi Tanaro e Belbo. Con il suo fascino altezzoso è stata musa ispiratrice di pittori come Felice Casorati, Francesco Menzio, Enrico Paulucci.

Il 7 giugno 2015 è planato sul belvedere di Bossolasco un angelo monumentale: L'angelo dell'alta Langa è opera di Daniele Cazzato.

1000 kg di alluminio per 8 mesi di lavoro. Le cose più belle richiedono più tempo. Non solo è stupenda nelle fattezze, ma “Dispiegando le sue ali e abbracciando il mondo” è un importante messaggio di speranza e accoglienza. La descrizione recita: “Per celebrare e ricordare il coraggio e la generosità delle genti di queste vallate che, durante la Seconda Guerra Mondiale, diedero asilo indistintamente a ebrei, partigiani, soldati in cerca di salvezza, nascondendoli tra la popolazione”.

Perché non si smetta di accogliere chi ha bisogno, sconfiggendo paura e odio ingiustificato. Non poteva che planare qui quell'angelo, dove c'è il Parco della resistenza, inaugurato nel 1968; ricrea quella selva che ricopriva la Langa e accoglieva i partigiani.


BOSSOLASCO GALLERY



BOSSOLASCO IERI


“Da quell’altura lo sguardo spazia su molte basse regioni del Piemonte e stendesi al Monferrato, ai monti liguri e alle Alpi che ne incoronano l’orizzonte”

Bossolasco è proprio così, su un'altura. Un romantico paese delle Langhe e Roero dalle origini molto antiche che oggi viene chiamato anche la perla delle Langhe

I liguri furono la prima popolazione ad abitare queste terre, almeno fino al 73 a.C., anno in cui il console romano Mario Pompilio effettuò una spedizione contro di loro per prendere possesso di queste terre. 

Non ci sono documenti ufficiali, ma è molto probabile che Bossolasco sia stato coinvolto nelle vicende storiche del Piemonte più rilevanti: la dominazione romana prima, quella barbarica poi, per arrivare all'epoca feudale, alle lotte tra i Marchesi del Monferrato e i Marchesi Del Carretto, alla dominazione francese ai tempi di Napoleone, all'appartenenza al Regno di Savoia e infine, dal 1861 a quello d'Italia.

Durante la Grande Guerra e gli anni della Resistenza (1943 - 1945) Bossolasco venne controllata dalle Formazioni Partigiane cui è dedicato il "Parco della Resistenza".

Negli anni settanta, Bossolasco divenne anche una frequentata stazione sciistica, grazie ad un impianto a fune da quota 660 m a 740 m.


 

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