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"Quelli del paese già si stringevano intorno al campione. Augusto Manzo, campione italiano di pallone elastico, era arrivato su un’auto di piazza per visionare Sergio. La macchina si era parcheggiata a lato della chiesa, davanti alla privativa di Placido, e il campione stava procedendo verso il centro della piazza”

 

BENEVELLO OGGI


Il Castello di Benevello ha cambiato volto e padrone più volte, da centro di difesa è stato per i Savoia poco più che una casa vacanze. Oggi conserva il suo fare austero, sebbene le Suore che oggi se ne prendono cura gli regalino un aspetto misericordioso. Benevello fu terra di miseria narrata da Fenoglio e ora è un piccolo epicentro di vita.

Può capitare di vedere con l'arrivo del caldo i ragazzi con le magliette colorate della Pro Loco. Girano il video per pubblicizzare la festa, quella grande di agosto: San Pietro in Vincoli. Per l'occasione i giovani e i meno giovani si prendono a braccetto e ballano nel fresco della sera, sugli scarti generazionali vince la voglia di festeggiare insieme l'amore per il Paese.

Puoi fermarti qualche minuto al bivio tra Benevello e Bossolasco e farti cullare da un murales dominato da una luna gigante che veglia sulle colline langarole. Non sempre dipingere i muri è reato, a volte è un'Arte.

Se ami lo sport e non sai cosa sia un sferisterio, a Benevello hai la fortuna di vederne uno. Se ti va di lusso puoi anche goderti da vicino una sfida di pallapugno, nella terra che ne fece quasi una bandiera.

Benevello ha saputo combattere contro l'esodo verso le città. Molti hanno optato per l'allevamento dei vitellini. Guardare alla tradizione per andare avanti al meglio, è una cosa che da queste parti sanno fare molto bene.


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BENEVELLO IERI


Non si hanno notizie sulla fondazione del paese, ma si pensa che già prima del mille esistesse questo piccolo borgo: in questo periodo era sotto l’influenza dell’importante monastero sorto su volontà del re dei longobardi Liutprando.

Dopo di che, per Benevello ha inizio lo stesso destino degli altri paesi di Langa soggetti alla dominazione di feudatari in continua lite tra loro.

Le fonti storiche non riportano significativi eventi legati al paese e l’assenza di un vero centro storico fa pensare che i popolani fossero distribuiti nelle campagne.

Con il Trattato di Cherasco del 1631, Benevello entra a far parte dei possedimenti di Vittorio Amedeo 1° di Savoia.

Il Castello, costruito sulla sommità della collina su cui sorge il centro del paese, nato come fortificazione e costruito dai fratelli Simonino e Pietro su commissione dei marchesi Falletti nel 14° secolo, divenne residenza nobiliare di campagna. Nel 1881 è stato acquistato dal beato Faa di Bruno con lo scopo di dare vita ad un collegio femminile destinato alla formazione professionale di ragazze povere di Langa e successivamente a pensionato femminile, sotto la gestione delle suore del Suffragio.

Dal 1984 è occupato da una Comunità per il recupero di ex-tossicodipendenti di don Piero Gelmini che da subito ha trovato la positiva accoglienza del paese.

Benevello ha retto alla fuga dalle campagne dando vita a una vivace economia artigianale che ha affiancato la tradizionale vocazione agricola concentrata nel settore dell’allevamento dei vitelli.

Altrettanto interessante è l’aspetto turistico sia per la straordinaria finestra sul Piemonte che si apre passeggiando per il paese e per i sentieri limitrofi sia per le offerte sportive ed enogastronomiche che si trovano. 


 

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