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"Il vino è il canto della terra verso il cielo"

 

BAROLO OGGI


Oggi è Collisioni Festival. Nasceva nel 2009 a Novello e approdava qui due anni più tardi con un animo alternativo e popolare al tempo stesso: Caparezza, Roy Paci erano i protagonisti di allora. Oggi le cose si fanno ancora più in grande. Basti dire Elton Jhon, Bob Dylan, Robbie Williams.

Il Festival Collisioni si può permettere di corteggiare e avere i più grandi nomi della musica nostrana e internazionale. Ma non solo canzoni, anche letteratura. Fu Alessandro Baricco a intervenire per primo tra i letterati quando Collisioni nasceva.

Arti e Vino sono due piaceri che trovandosi si accrescono.

Prima del Festival c'erano le vigne. Il Barolo: “Il re dei vini e il vino dei re” e non pecchiamo di poca modestia. É un vino che si prende il suo tempo, un po' in botte e poi in bottiglia, per diventare la meraviglia che è.

Barolo la guardi e vedi il Castello dei marchesi Falletti. Un tempo era casa nobiliare. Oggi è un museo, non di quelli noiosi che parlano di storie lontane da noi. Di quelli che ti avvicinano, ti raccontano di qualcosa che conosci, di quel vino che ha reso questo luogo famoso nel mondo.

l WiMu, Wine Museum, è un'esperienza sensoriale, una discesa fisica e immaginaria dentro i misteri di Bacco. Non si parla di come il vino si fa, ma di quel che il vino fa a noi, che lo beviamo.

Il tutto nella cornice di stanze che spesso ospitarono Silvio Pellico, incaricato di gestire la biblioteca della residenza.


BAROLO GALLERY



BAROLO IERI


Barolo si trova adagiato su una specie di altopiano, a forma di sperone, protetto dai rilievi circostanti, disposti a guisa d'anfiteatro.

Non si hanno notizie certe sulla nascita di Barolo. Pare che il primo insediamento effettivo fosse di origine barbarica e che risalisse all'alto medioevo. Tra le varie spiegazioni sull'etimologia del nome Barolo, quella più accreditata lo fa derivare dal celtico bas reul, che significa luogo basso.

Nel 1200 il paese è citato nel "Rigestum Comunis Albe" con il nome di Villa Barogly, mentre nel 1600 lo è nuovamente nelle due forme Barrolo e Barollo.

Durante il dominio longobardo dipese dal Gastaldo di Diano, passando poi con Carlo Magno a far parte della Contea di Alba prima e della Marca di Torino poi. Proprio per le continue scorrerie saracene venne costruito il nucleo originario del castello.

In quegli anni furono diversi i passaggi di mano, fino al 1233 con l'avvento dei Falletti,  esponenti della nascente borghesia e privi di lignaggio nobile, e con il ritorno dei possedimenti di Barolo al Comune di Alba.

Nel 1486 Barolo entrò a far parte dello Stato Monferrino, passando poi nel 1631 ai Savoia con il trattato di Cherasco, stipulato dal Duca Vittorio Amedeo I.

Già eretta a Contea nei primi anni del '600, divenne Marchesato nel 1730.

Barolo ha vissuto da allora i suoi alti e bassi e così pure la viticoltura: a causa delle condizioni di vita difficili, molti lasciarono in paese per cercare fortuna altrove. I primi anni del secondo dopoguerra del Novecento non mutarono questa condizione e proseguì l'esodo verso la città, che durò fino agli anni '60: conseguenza di ciò fu un'altra fase di abbandono delle campagne, che qui fu però inferiore rispetto all'Alta Langa e ad altre zone del Piemonte.

Gli anni più recenti stanno invece facendo registrare un fenomeno inverso: i giovani scelgono consapevolmente il mestiere del viticoltore, complice la presenza della vicina Scuola Enologica di Alba, mentre i meno giovani ritornano a farlo. Tutto questo è possibile grazie al rinnovato interesse verso il vino e alla sua interessante redditività.

Oggi Barolo è un paese del vino,  una sorta di "luogo sacro" che fa del turismo il suo punto di forza. Questo non ha mutato l'appartenenza degli abitanti al proprio paese, facendo di Barolo un luogo diverso da tutti gli altri, rilassante e tranquillo.


 

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